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Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | Scritto da Valentina Santini (aka Dedalus)
Gli pneumatici delle macchine stridevano sull'asfalto bagnato, mischiandosi al rumore delle sirene della polizia. Un altro inseguimento, sempre il solito inseguimento.

Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | Annoiato, Gustavo Cecchetti spense il televisore...Annoiato, Gustavo Cecchetti spense il televisore, facendo scomparire le immagini dell'ennesima serie poliziesca che si ripeteva a ciclo continuo per il canale. Si abbandonò sul divano, stravolto.

Da un mese a questa parte, la vita si era fatta difficile per un povero idraulico che iniziava a odiare il proprio mestiere. Non c'era più lavoro in tutta Crimson City e per uno come lui che aveva sempre collegato la propria felicità alla quantità di moto che facevano le sue mani, stare fermo su quel maledetto divano era diventata una condanna. Un'insopportabile condanna.

Trent'anni, una vita di fronte, e la sorte aveva voluto che la sua vita si congelasse in quella vecchia casa lasciatagli in eredità da un ancora più vecchio zio. Solo. Chiuse gli occhi provando a liberare la mente, ma un suono lo disturbò, costringendolo a riaprire la palpebre. Plic.

Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | Il rubinetto. Il maledetto rubinetto della cucina perdeva ancora.Il rubinetto. Il maledetto rubinetto della cucina perdeva ancora. Plic.

Per un idraulico avere un rubinetto che perdeva era come un'ombra di disonore che non poteva eliminare. Eppure non era colpa sua, l'impianto era ormai vecchio, come ogni cosa che lo circondava, e i soldi per cambiarlo erano spariti insieme alle sue speranze.

Sbuffando, Gustavo si sollevò dal divano, ciondolando con stanchezza fino alla cucina. Plic.

Il nemico era di fronte a lui. Gli attrezzi per combatterlo erano sparsi ai suoi piedi, abbandonati su un asciugamano umido. Non aveva senso spostarli, lo scontro ormai era diventato un appuntamento giornaliero, un duello che si sarebbe riproposto a ogni nuovo sole. L'unica cosa che Gustavo poteva fare era mettere una toppa, una dopo l'altra, finché il sistema sarebbe collassato.

Guardò la vasca in acciaio, notando le tre dita d'acqua che stagnavano al suo interno. Si era intasato ancora. “Maledetto demonio” mormorò Gustavo, aprendo le antine del mobile sotto il lavandino. Come di consuetudine, infilò la testa nell'incavo buio iniziando a smanettare con i suoi arnesi. Doveva svitare parte del tubo, forse si era incastrato qualcosa al suo interno.

“Ci vuole qualcosa di forte...” considerò tra sé e sé e, mentre diceva queste parole, uscì dal mobile e accese il fornello.
Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | ...e, mentre diceva queste parole, uscì dal mobile e accese il fornello.Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | Preparata la caffettiera, ritornò a studiare le tubature.Un bel caffè lo avrebbe ripagato dello sforzo. Era l'ultimo lusso che poteva permettersi.

Preparata la caffettiera, ritornò a studiare le tubature. Si fece largo tra vari detersivi e bombolette di pesticida ormai scadute, fino ad appoggiarsi di schiena sul fondo del mobile.

Iniziò a svitare e quando finalmente tolse il tubo, si trovò di fronte a un essere nero e lucido.

La piccola blatta lo fissò con sconcerto, rintanandosi subito nella tubatura. “Un nido di blatte... ci mancava anche questo!” esclamò esasperato Gustavo, tastando con la mano in cerca di una bomboletta di veleno.
Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | La piccola blatta lo fissò con sconcerto, rintanandosi subito nella tubatura.
Ne afferrò una caso e, rimettendosi in ginocchio, la puntò verso il tubo. Era un prodotto vecchio di almeno vent'anni, un retaggio dello zio, sicuramente qualcosa di illegale per le nuove leggi.

Guastavo scrollò le spalle. “Più nocivo è, prima farà effetto!”. La blatta guardò il beccuccio dello spray avvicinarsi inesorabile. Ebbe un momento per reagire e con un poderoso balzo si gettò oltre il precipizio, mentre la nube verde iniziava ad abbandonare la bomboletta.Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | Era un prodotto vecchio di almeno vent'anni, un retaggio dello zio, sicuramente qualcosa di illegale per le nuove leggi.

Gustavo vide la creatura lanciarsi contro di lui e, istintivamente, si lanciò all'indietro, battendo la testa contro lo spigolo del mobile.

Lo spray velenoso continuava a uscire, tenuto in pressione dalle sue dita, trasformando il mobiletto in una camera a gas. Confuso e dolorante, Gustavo si afflosciò sull'asciugamano bagnato, lanciando sul mobile la bomboletta di pesticida.

Tossì fino a diventare paonazzo, quando avvertì una presenza sulla sua mano: la piccola blatta camminava sulla sua pelle. Un istante e le minuscole mandibole della creatura lo azzannarono.

Gustavo imprecò, lanciando lontano la creatura. Fece appena in tempo a sentire il sibilo delle fiamme, che il fornello innescò il gas liberato dalla bomboletta creando una vampa di fuoco. La bomboletta fischiò e un momento dopo l'esplosione inghiottì ogni cosa.

Erano passate ore, forse giorni, o solamente pochi minuti, quando Gustavo si risvegliò. Tossì, accasciandosi su un fianco per riprendere fiato. Attorno a lui, la cucina era un ammasso di oggetti neri e fumanti. Iniziò a ricordare quanto era successo e massaggiandosi il capo si rialzò in piedi. Era un miracolo che fosse sopravvissuto a un'esplosione simile.

Eppure non aveva riportato nessun danno, se non qualche graffio e livido. Confuso, Gustavo si trascinò fuori dalla stanza. Aveva bisogno di risciacquarsi le ferite e perciò si diresse verso il bagno. Nessuno era accorso alla sua casa, la posizione relativamente isolata e i vicini in vacanza la rendevano un luogo assolutamente solitario. Prima o poi però qualcuno sarebbe arrivato attirato dal fumo.

Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | Quando Gustavo ebbe la forza di riguardarsi allo specchio, rimase senza parole. Al posto della sua immagine c'era il volto di un insetto, un'enorme blatta lucida e possente.Mentre pensava a cosa avrebbe dovuto dire agli eventuali soccorritori, Gustavo immerse il volto nelle mani colme d'acqua, sfregando con cura. Sollevò lo sguardo allo specchio e con suo orrore vide che il suo viso continuava a restare nero, un nero lucido che non poteva essere semplice fuliggine. Si osservò le mani, le braccia, provò a lavarle con il sapone, ma nulla, il nero persisteva. Una fitta dolorosa lo costrinse ad aggrapparsi al lavandino per non cadere.

I suoi muscoli sembravano impazziti, si contorcevano e pulsavano come in preda a una febbre devastante. Quando Gustavo ebbe la forza di riguardarsi allo specchio, rimase senza parole. Al posto della sua immagine c'era il volto di un insetto, un'enorme blatta lucida e possente.

Gustavo si portò le mani al volto e in quell'istante comprese che quella blatta altro non era che lui. Si osservò, studiando con incredulità le sue braccia scure e muscolose, il torace ampio che ricordava il carapace di un insetto e le gambe sottili ed energiche. Il volto squadrato mostrava delle mascelle a tenaglia e lunghe antenne sensoriali. Era una blatta, un uomo insetto, un orrendo blattone mannaro.

“Non è possibile, non è possibile!” gridò... Preso dalla rabbia, Gustavo afferrò il lavandino e con incredibile facilità riuscì a staccarlo dalla sua sede e lanciarlo lontano. Sorpreso dalla sua forza, Gustavo brandì il porta asciugamano piegandolo come se fosse stato di burro. La trasformazione che era avvenuta in lui gli aveva donato una forza inaudita, forse era anche per questo che era sopravvissuto all'esplosione.

Forse quella vecchia bomboletta aveva causato qualche mutazione in lui, forse aveva mischiato il suo DNA e quello della blatta. Non lo sapeva, l'unica cosa di cui era certo era che nessuno lo avrebbe mai riconosciuto.

Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | Il suono delle sirene dei pompieri lo colse alla sprovvista facendolo sussultare.Le Avventure di Blattoman - Episodio 1: La Genesi | L'epoca di Gustavo era finita, ora iniziava quella dell'uomo Blatta... Blattoman!Il suono delle sirene dei pompieri lo colse alla sprovvista facendolo sussultare. Doveva andarsene, non potevano vederlo in quello stato.

In fretta e furia, Gustavo prese la tuta blu che stava asciugando sul filo steso sopra la vasca da bagno e la indossò.

I pompieri erano arrivati. Gustavo aprì la finestra e saltò sul davanzale. Un momento per guardare la sua vecchia vita che se ne andava e balzò fuori nella notte. Guardò solo una volta indietro e poi svanì tra le tenebre.

Gustavo Cecchetti ormai non esisteva più. Avrebbero creduto tutti che fosse morto in quell'incidente, anche se non era vero. L'epoca di Gustavo era finita, ora iniziava quella dell'uomo Blatta... Blattoman!

Ma questa è un'altra storia...

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