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Filtro ad aria fai da te

scritto da Attilio Dario Zannoni (aka attilio) il 13 novembre 2013

Pubblichiamo un interessante articolo/tutorial redatto da Attilio Dario Zannoni, utente del Forum di Caridine.it (conosciuto con il nickname attilio) nonchè Socio "senior" (ma non per l'età!!!) dell'A.I.CAR. (Associazione Italiana CARidine): il nostro Attilio ci illustra come costruire in pochi minuti e con pochi euro, un filtro ad aria con doppia spugna. Enjoy it! (n.d.admin)

I filtri Sera sono uno standard nel campo dei filtri ad aria: personalmente ho riscontrato un difettuccio nell'uscita dell'aria (non deve essere "spinto troppo” il tubo d'uscita altrimenti spesso si ostruisce) ma ne ho un gran numero in buona parte delle vasche sia del modello L300 che del fratello più piccolo con una sola spugna (L150).

Si trova in vendita ad un prezzo abbastanza modesto ma con un po' d'inventiva si può risparmiare qualcosa ed avere il piacere di dire “questo l'ho fatto io!”.



Si trovano bene ed a basso prezzo, anche le spugne di ricambio ed è un buon primo passo per avere la certezza di realizzare un sistema efficace ed efficiente.


Questo è lo "scheletro" del filtro Sera...


...che ho ricostruito utilizzando materiale acquistato dal ferramenta oltre ad un piccolissimo accessorio che mi sono trovato in casa (il raccordo per il tubo da aeratore).

Andiamo con ordine, ecco il necessario:

Tubo da 16 millimetri.


Ne bastano una cinquantina di centimetri ma la stecca più corta che ho trovato è da 2 metri (tanto poi la riutilizzo)

Raccordi vari.


Derivazione a T ispezionabile (si chiamano così) da 16 mm, si trovano in confezioni da 2.

Curva ispezionabile da 16 mm, anche queste in confezioni da 2.

Quello in alto è tubo capillare da giardinaggio: ha le stesse dimensioni dei tubi d'aeratore ma ha la particolarità di costare molto meno... E' un po' rognosetto da collegare ma basta stiepidirlo e il tutto funziona bene.

C'è anche una delle ventose che più o meno abbiamo tutti in casa ma, dovendola comprare, costa decisamente poco.

Credevo me ne servisse di più: il tubo di Tangit costa pochi euro, dipende dalle dimensioni.


Quelli piccoli sotto sono invece due raccordi per i tubi d'aerazione (quello di destra è ricavato da una porosa spezzata).

Come strumenti un dremel e un trapano con punta da 6 sono stati sufficienti.

In un precedente prototipo avevo fatto passare il tubo dell'aria dall'alto, forando la L di uscita e facendo scendere il tubo lungo la risalita dell'acqua, purtroppo questa cosa comportava un po' di intralcio e quindi la portata del filtro non era ottimale. Adesso ho ovviato a questo problema facendo passare il tubo da fuori e bucando la T in basso... un paio di immagini valgono più di mille parole.




L'unica parte che ha dimensioni "obbligate" è il tubo da inserire nelle spugne, 13 centimetri in tutto con gli ultimi 9 ben bucherellati.


Un piccolo accessorio che serve per collegare la T con le L in base è un pezzetto per parte di tubo da 16, avevo del tubo verde ed ho usato quello.


In effetti la foto mi sembra inutile ma ero preso da fotomania compulsiva!!!

Il Tangit l'ho usato solo per "fermare" le parti della base mentre i tubi verso l'alto sono semplicemente incastrati per questo risultato finale.


Non mi sembra male, in un'ora scarsa ne ho fatti due, lasciandoli asciugare un paio d'ore sono pronti per l'utilizzo (il Tangit asciuga rapidamente ed è totalmente atossico).

Se controlliamo la foto dell'”originale” noteremo alcune scanalature lungo il tubo che si inserisce nella spugna, hanno lo scopo di evitare che la spugna sia aspirata nei fori rallentando il flusso dell'acqua. Questo può succedere se il flusso dell'aria è molto potente ed io non l'ho potuto provare nelle mie vasche, ad un amico che ha verificato questa anomalia ho suggerito, con successo, di attorcigliare più giri di elastici attorno al tubo per creare un minimo di spessore ed il sistema ha funzionato.


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Testo e foto di Attilio Dario Zannoni (aka attilio).
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