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Allevare le Dennerli - Conclusioni

scritto da Emanuele Calandra (aka scimmietti) il 01 ottobre 2010

Ho allevato varie specie di Caridina e Neocaridina, ma in nessuna specie ho riscontrato un comportamento così naturale come quello assunto delle Dennerli. Credo che un acquariofilo riesca ad apprezzare essenzialmente questa caratteristica in questa specie, oltre ai suoi colori veramente straordinari.

È una specie “semplice” da allevare, come avete potuto dedurre da queste pagine che raccontano la mia esperienza. Soprattutto con esemplari di cattività basta dedicare un po’ di tempo e prendere alcuni piccoli accorgimenti sia in fase di progettazione della vasca che di manutenzione dell’ecosistema creato, per riuscire a tirar su una bella colonia.

Consiglio un po’ più d’attenzione da dedicare agli esemplari wild (quelli che arrivano nelle nostre vasche direttamente dal luogo di cattura) soprattutto nell’acclimatazione, ma anche in questo caso se tutto viene fatto a regola d’arte e con l’impegno di capire questa specie vedrete che anche in questo caso, proprio com’è capitato nel mio, riuscirete a metter su una colonia partendo anche da esemplari wild.

Il loro punto di forza è sicuramente la robustezza, sfoderando un’ottima capacità (una volta ambientate) di adattarsi e resistere a vari sbalzi che possono presentarsi in un ecosistema cosi piccolo come quello ricreato in vasca.

Neo di questa specie risulta la lenta riproduzione e il basso numero di esemplari nati ad ogni schiusa e l’evidente sofferenza se tenute a temperature basse.

Specie robusta anche per il neofita che si affaccia al mondo degli invertebrati d’acqua dolce anche se in realtà, viste la difficoltà nel reperire questa specie e gli elevati prezzi degli esemplari, consiglierei per inziare, delle specie più reperibili e meno costose, vedi Red cherry, White perl e Yellow, così da fare anche un po’ di pratica ed imparare dagli errori più o meno comuni che si commettono facilmente quando si è alle prime armi.

Concludendo: dalla mia piccola esperienza posso consigliare questa specie ad un acquariofilo sicuramente preparato e responsabile che si rivolge agli aspetti più naturali dell’acquariofilia.


RINGRAZIAMENTI

Primo ringraziamento doveroso va ai miei familiari i quali non hanno ancora provveduto a buttarmi fuori di casa viste le 5 vasche che tengo in stanza... con conseguente consumo di elettricità da parte dei vari filtri riscaldatori e plafoniere :)

Voglio ringraziare Alberico Petruzziello il quale mi ha spinto a realizzare questo articolo appoggiandomi sempre e condividendo sempre con me questa splendida passione. Avendo per altro il merito di aver messo su davvero un ottimo sito (Caridine.it) che rende possibile approfondire questa passione per i crostacei d’acqua dolce.

Ringrazio anche tutti gli utenti del forum Caridine.it in special modo Marco Sitzia con il quale ormai c’è un bel rapporto di collaborazione e il quale mi ha illuminato su alcuni aspetti dell’ambiente sulawesiano e molto altro.

Ultimo ringraziamento, ma non per questo il meno importante, va a tutti quegli appassionati e allevatori che si spendono in questa passione e che acquistano nuove specie, spesso irreperibili nel territorio italiano, per poi riprodurle e renderle fruibili a tutti quegli appassionati che magari non hanno la fortuna di conoscere particolari canali di approvvigionamento o semplicemente non hanno la possibilità di potervi accedere.


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Testo di Emanuele Calandra (aka scimmietti).
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